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53 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Vittime di tratta

    Nel territorio #Domizio  non ci fermiamo. Neanche con il caldo torrido. Anche ad agosto, siamo accanto a chi non ha voce: #donne  vittime di tratta arrivate dalla #Nigeria , ragazze trans proveniente dall' #AmericaLatina  costrette a lavorare per strada, giovani vulnerabili. Il nostro #ambulatorio  c'è sempre #Test  per #HIV , #sifilide , #gonorrea  e altre #malattie  sessualmente trasmissibili. Trattiamo chi possiamo direttamente, ma per i casi più gravi, come le persone #sieropositive , organizziamo il trasferimento al #Cotugno  di #Napoli , dove possono ricevere terapie salvavita grazie alla nostra collaborazione con l'ospedale. Ringraziamento speciale a (Francesco Borrelli) Per la sua umanità Continuiamo a distribuire #kit  sanitari, a i#nformare, a #curare , a essere presenti sulle strade. Ma siamo allo stremo. Le richieste aumentano, le risorse diminuiscono. Le #malattie  non vanno in vacanza. Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Sostienici anche tu: ogni contributo ci permetterà di continuare a garantire assistenza, cure, dignità. Non possiamo farcela da soli. Quel tuo piccolo grande gesto salverà una vita. Grazie a chi vorrà essere al nostro fianco. www.osnm.it #HIV   #Sifilide   #Gonorrea   #AmbulatorioSolidale   #SalutePerTutti   #DirittiUmani   #TerritorioDomizio   #Solidarietà   #Donazioni   #CastelVolturno   #Napoli

  • la Gurra dimenticata

    La #Guerra  dimenticata. Gli sfollati #congolesi  sono costretti a lasciare le proprie case nella Repubblica Democratica del #Congo  a causa di conflitti #armati , #violenze  e disastri naturali, come accaduto a Febbraio 2025 quando milioni di persone sono fuggite a causa dei combattimenti nel #Nord  e #SudKivu , La situazione umanitaria è estremamente grave, con milioni di sfollati che vivono in condizioni precarie, privi di accesso a #cibo , #acqua  pulita e cure #mediche   #OperatoriSanitarinelMondo  continua il suo lavoro Fornendo assistenza sanitaria cibo e acqua presso l' #ospedale  di #Philadelphia  a #Bukavu   Da circa un anno il nostro lavoro non si ferma Ringraziamo anche #MSF  Spagna per il suo supporto alla nostra organizzazione con una grande donazione di attrezzatura sanitarie Aiutateci a continuare ogni vita conta

  • Dove la cura non è solo sanitaria, ma umana

    Nel cuore di Castel Volturno, il nostro #ambulatorio  non è solo un luogo dove si curano #malattie . È un punto di riferimento per chi è stato dimenticato, per chi vive ai margini, per chi non ha nulla ma merita tutto. Da anni ci prendiamo cura della #salute  di migliaia di persone, ma il nostro lavoro va ben oltre le cure #mediche . Ogni mese sosteniamo centinaia di #famiglie  in difficoltà con beni di prima necessità: #alimenti , #latte  per neonati, #pannolini , prodotti per l’igiene e tutto ciò che serve per vivere con dignità. Aiutiamo soprattutto i #bambini , che troppo spesso sono i primi a pagare l’indifferenza dello #Stato . A loro portiamo non solo aiuto concreto, ma anche ascolto, rispetto e protezione. Continuiamo a curare le #Donne  e #Transgender  vittime di tratta, costrette a vivere e lavorare sulla strada. In collaborazione con l’ #Ospedale  Cotugno di #Napoli , garantiamo assistenza per la prevenzione e la cura delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche #ginecologia , #pediatria , supporto #nutrizionale , supporto #psicologico   #mediazione  e tanto altro... In questi anni, abbiamo distribuito #gratuitamente  più di un milione di #farmaci . Ogni singolo blister è arrivato nelle mani di chi non avrebbe potuto permetterselo, grazie alla generosità di chi ha scelto di donarci fiducia.  Ecco dove finiscono le vostre donazioni: in una carezza per una #mamma  stanca, in una visita per un bambino denutrito, in una busta della spesa per una famiglia che non ha più nulla. In un farmaco che salva la vita. Non siamo un’istituzione, siamo una #ONG  che si prende cura. Grazie a voi, continuiamo ogni giorno a portare salute, #speranza  e #umanità  dove sembravano perdute. Continuate a sostenerci. Qui, ogni gesto conta. www.osnm.it #AmbulatorioCastelVolturno   #Solidarietà  #DirittiPerTutti #DonazioniCheCurano #SalutePerChiNonHaVoce

  • HIV: NON È MAI ANDATO VIA

    E i numeri stanno crescendo. Mentre se ne parla sempre meno, i casi di #HIV  continuano ad aumentare, anno dopo anno. I dati parlano chiaro: l’HIV è ancora tra noi, come tutte le altre #infezioni  sessualmente trasmissibili. E ignorarlo non lo fa sparire. #TEST : IL PRIMO PASSO PER PRENDERSI CURA DI SÉ Fare il test HIV non è un tabù. È una scelta intelligente. Puoi farlo: ( #Ambulatorio   #OSNM ) #Gratuitamente  in molte strutture #sanitarie In forma anonima, anche ogni mese, se hai rapporti a rischio Sapere è potere. Prima lo scopri, prima puoi agire. E oggi, chi ha l’HIV con la giusta terapia vive bene e non trasmette il #virus   https://www.osnm.it/.../il-nostro-impegno-quotidiano ... PREVENZIONE ESISTE. E FUNZIONA.  Preservativo: ancora oggi il metodo più semplice per prevenire tante #MTS  PrEP (Profilassi Pre-Esposizione): una pillola, altamente efficace e sicura, che protegge dall’HIV se hai rapporti a rischio Parlare di PrEP non è promuovere il #sesso  non protetto, ma dare strumenti reali per proteggere chi è esposto ogni giorno. https://www.osnm.it/.../prep-la-profilassi-pre ... Conosci il tuo stato. Prenditi cura di te. Proteggi chi ami. L’HIV si può prevenire, si può trattare, ma non si può ignorare. #SportelloPsicologico   #MTS   #Prevenzione   #AIDS   #Gonorrea   #Erpes   #Candida #HIV   #PrEP   #TestHIV   #Sifilide   #SessoConsapevole   #SaluteSessuale   #UequalsU   #Parliamone   #FineDelloStigma

  • Basta guerra a Gaza: operatori sanitari allo stremo tra fame e bombardamenti

    La fame è diventata un’arma. E i primi a crollare, paradossalmente, sono proprio coloro che dovrebbero curare. Gli operatori sanitari a Gaza , gli ultimi rimasti a soccorrere vite sotto le macerie, oggi sopravvivono con un solo pasto al giorno . Non per scelta. Ma perché non c’è più nulla.Niente da acquistare. Niente da distribuire. Niente da salvare.Solo fame. Fame che corrode, che fiacca le braccia, che svuota lo stomaco e i frigoriferi, che trasforma i medici in pazienti e gli ospedali in obitori. Nel silenzio imbarazzante della comunità internazionale, l’assedio continua. I numeri sono agghiaccianti: Oltre 45.000 morti , più di 15.000 erano bambini , oltre 98.000 feriti, e centinaia di migliaia di vite spezzate, famiglie distrutte, futuri annientati. Ogni giorno in più è un’infanzia in meno . Ogni ora è un’altra madre che stringe un lenzuolo vuoto . Ogni minuto di silenzio è complicità . E noi, come Operatori Sanitari nel Mondo , lanciamo un appello urgente : basta usare la fame come arma. Basta bombe. Basta guerra. Non c'è più tempo per gli appelli diplomatici o i comunicati vaghi. Chiediamo con forza il cessate il fuoco immediato. Chiediamo corridoi umanitari veri, continui, protetti. Chiediamo pressione politica, visibilità mediatica, mobilitazione popolare. Perché non si può parlare di pace con la bocca piena mentre i bambini a Gaza muoiono di fame e di paura . Perché chi cura ha bisogno di essere curato.Perché la dignità umana non ha confini, né religioni, né bandiere. Fermiamo la guerra. Ora. Non per ideologia.Non per schieramento. Ma per la vita.Per la nostra umanità.Perché chi resta in silenzio oggi sarà giudicato domani.

  • Bambini malnutriti Yemen: la testimonianza di chi ha visto l’orrore con i propri occhi

    di Andreja, volontaria in missione con Operatori Sanitari nel Mondo Dai bambini malnutriti in Yemen all’orrore in Palestina: perché oggi non possiamo più tacere Bambini Malnutriti Yemen : Ho visto bambini morire di fame. In Yemen, con Operatori Sanitari nel Mondo , ho affrontato la malnutrizione più crudele. Corpi piccoli con visi da vecchi, occhi svuotati dalla vita. Nessun essere umano dovrebbe assistere a questo. Nessun bambino dovrebbe portare negli occhi il peso del mondo. Non ho parlato della Palestina, finora. Non perché non mi importasse, ma perché avevo già visto l’indicibile. Poi ho visto l’orrore – di nuovo. E questa volta non posso più tacere. Ringraziate Dio se non avete mai visto morire un bambino di fame, se non avete mai sperimentato il blocco di una frontiera, l'impossibilità di far entrare nemmeno il latte terapeutico. Sì, neanche l’ONU ce la fa. In Yemen mi è successo. E ora, di fronte a ciò che sta accadendo in Palestina, la mia voce non starà più zitta. Abbiamo fallito. Noi tutti.Abbiamo permesso che i bambini diventassero bersagli, corpi vuoti, numeri.E io, che lì ci sono stata, oggi lo grido: mai più silenzio. Questa sono io, in Yemen. Abbiamo fatto un ottimo lavoro per quei piccoli. Ma un mese dopo il mio ritorno in Italia è cominciata la missione su vasta scala in Ucraina. Ho scelto allora di dedicarmi all’esercito. Perché quando nessuno riesce a portare il latte, il cibo, le cure… forse è il tempo delle armi. L’ONU non fermerà mai un’armata decisa a difendere. Ai miei occhi, quei soldati sono solo padri, figli, fratelli . E mentre io cambiavo strada, i miei colleghi italiani continuavano a combattere — nel silenzio — per l’Africa, per il Medio Oriente, per ogni bambino dimenticato.

  • RDC: Il ritorno di Kabila e la miccia accesa nella Regione dei Grandi Laghi

    Un articolo originale di Antonella Napoli – Focus on Africa, 4 giugno 2025 Kabila a Goma: tra accusa di tradimento e nuove alleanze con l’M23 Joseph Kabila è tornato. Ma non a Kinshasa. È riapparso a Goma, nel cuore del Nord Kivu, una delle aree più martoriate della Repubblica Democratica del Congo, oggi parzialmente sotto il controllo dell’M23, gruppo ribelle filo-ruandese. Una presenza che inquieta e che suona come una sfida diretta al presidente Félix Tshisekedi , rieletto a gennaio, ma sempre più contestato da una parte del Paese. A poco più di un anno dalla sua uscita ufficiale di scena, e a pochi giorni dalla revoca dell’immunità parlamentare per “alto tradimento” e “partecipazione a un movimento insurrezionale responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità”, Kabila ha scelto di tornare proprio lì dove la tensione è massima. Che si tratti di un tentativo disperato di evitare la giustizia o dell’anticamera di un progetto secessionista, il ritorno dell’ex presidente apre scenari di instabilità profondi, con ripercussioni non solo interne, ma anche regionali. La sua influenza nella politica congolese non si è mai del tutto dissolta, e le critiche al governo attuale – definito “una dittatura” – continuano a far breccia in settori importanti della popolazione. Intanto, mentre il paese rischia di sprofondare in un nuovo baratro politico, la crisi umanitaria tocca picchi senza precedenti. Il Programma Alimentare Mondiale ha lanciato l’allarme: oltre 7,9 milioni di persone nelle province orientali vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta. A peggiorare la situazione è l’offensiva militare dell’M23, che ha aggravato violenze e sfollamenti. Ma è sul piano politico e geopolitico che il ritorno di Kabila si carica di significati più oscuri. Secondo fonti locali e internazionali, l’ex presidente avrebbe partecipato a incontri informali, facilitati dalla Chiesa cattolica, con figure legate all’M23, sia in Kenya che in Uganda. Si rafforza così l’ipotesi di una strategia di destabilizzazione volta a ricollocare Kabila come figura centrale del potere, magari sfruttando fratture interne allo Stato e segmenti dello “stato profondo” congolese. Gli scenari sono molteplici, nessuno privo di rischi: Uno scontro militare diretto tra Kinshasa e Kabila , difficile da sostenere per l’esercito regolare, che fatica a riprendere il controllo dei territori. Una coabitazione forzata e instabile , magari con la mediazione degli Stati Uniti, interessati a garantire l’accesso alle risorse minerarie strategiche in cambio di una fragile stabilità. Un accordo politico di coalizione , con Kabila che offre supporto per un cessate il fuoco con l’M23 in cambio di un ruolo nel governo o nella gestione delle risorse dell’Est. Quale che sia l’esito, il ritorno di Kabila è destinato a lasciare un’impronta profonda. Perché non si tratta solo di politica, ma di equilibri delicatissimi in una regione dove ogni mossa può costare migliaia di vite. Fonte originale:  Antonella Napoli, Focus on Africa , 4 giugno 2025 https://www.focusonafrica.info

  • Crisi Umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo: I Bambini tra le Principali Vittime

    La guerra nella Repubblica Democratica del Congo continua a mietere vittime e a infliggere sofferenze inimmaginabili alla popolazione civile. Secondo gli ultimi dati, il conflitto ha causato oltre 10.000 vittime accertate , con milioni di persone costrette alla fuga. In questo scenario devastante, i bambini sono tra coloro che subiscono le conseguenze più drammatiche. Repubblica Democratica del Congo: Conflitti e Sfollamenti: un Ciclo di Sofferenza La RDC è teatro di scontri incessanti tra gruppi armati, con il risultato di un’instabilità cronica che rende impossibile una vita sicura per la popolazione. Milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case, cercando rifugio in campi per sfollati dove le condizioni sono spesso estreme. La fuga forzata interrompe l’accesso al cibo, all’acqua potabile e alle cure mediche, esacerbando una crisi già drammatica. Malnutrizione e Fame: una Conseguenza Letale Uno degli effetti più devastanti della guerra è la malnutrizione. Migliaia di bambini soffrono di malnutrizione acuta, una condizione che, se non trattata in tempo, può portare alla morte. Il conflitto ha distrutto infrastrutture agricole e ostacolato la distribuzione degli aiuti umanitari, facendo aumentare il prezzo degli alimenti e rendendo il cibo sempre meno accessibile. Le famiglie, già provate dalla guerra, non riescono più a nutrire adeguatamente i propri figli, mentre gli aiuti internazionali faticano ad arrivare nelle zone più colpite. Violenza, Reclutamento e Mancanza di Istruzione Oltre alla fame, i bambini congolesi devono affrontare un altro terribile pericolo: il reclutamento forzato nei gruppi armati. Migliaia di minori vengono strappati alle loro famiglie e costretti a combattere, subendo traumi psicologici e violenze indicibili. Anche coloro che riescono a evitare il reclutamento vivono in condizioni di costante pericolo, senza accesso all’istruzione e con prospettive future sempre più limitate. Ostacoli agli Aiuti Umanitari La situazione in Congo è aggravata dal fatto che gli interventi umanitari sono sempre più difficili da attuare. La mancanza di sicurezza impedisce alle organizzazioni di raggiungere le comunità più vulnerabili, lasciando milioni di persone senza assistenza. Ospedali e scuole vengono spesso distrutti o utilizzati dai gruppi armati, privando la popolazione di servizi essenziali. Un Appello alla Comunità Internazionale Questa crisi umanitaria merita un'attenzione urgente da parte della comunità internazionale. Gli aiuti devono essere intensificati per garantire cibo, cure mediche e protezione ai bambini e alle famiglie colpite dal conflitto. È essenziale che le istituzioni globali e le ONG possano operare in sicurezza per portare assistenza dove è più necessaria. L’intervento umanitario può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di bambini congolesi. È il momento di agire e di non voltarsi dall’altra parte di fronte a questa tragedia silenziosa. Come puoi aiutare? Sostenere le organizzazioni che operano sul campo, diffondere consapevolezza e fare pressione sui governi affinché intervengano sono passi fondamentali per garantire un futuro migliore ai bambini della RDC. Ogni azione conta: unisciti alla lotta per salvare vite e restituire speranza a chi ne ha più bisogno.

  • PrEP: La Profilassi Pre-Esposizione per la Prevenzione dell’HIV

    Cos’è la PrEP e Come Funziona? La Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) è una strategia preventiva per ridurre il rischio di contrarre l’ HIV nelle persone sieronegative con un’esposizione elevata al virus. Questo approccio si basa sull’assunzione di un farmaco antiretrovirale – Truvada (composto da tenofovir ed emtricitabina ) – che blocca la replicazione dell’HIV prima che possa infettare l’organismo. Numerosi studi, tra cui il celebre iPrex del 2010 , hanno dimostrato che l’assunzione regolare della PrEP riduce il rischio di infezione fino al 99% . Tuttavia, la PrEP non protegge da altre malattie sessualmente trasmissibili (MST), motivo per cui deve essere associata all’uso del preservativo. Chi Può Utilizzare la PrEP? La PrEP è raccomandata per le persone sieronegative che presentano un alto rischio di esposizione all’HIV , tra cui: Adulti sessualmente attivi con partner sieropositivi Persone che fanno uso di droghe iniettive Coppie sierodiscordanti (un partner sieropositivo e l’altro sieronegativo) Lavoratori del sesso o persone con rapporti sessuali frequenti e non protetti Tenvir-EM: Il Farmaco Usato per la PrEP Il farmaco più comunemente utilizzato per la PrEP è Tenvir-EM , versione generica di Truvada. Contiene: ✅ Emtricitabina (200 mg) ✅ Tenofovir disoproxil fumarato (300 mg) TDF Il trattamento può essere iniziato o interrotto senza necessità di uno schema fisso , ma è fondamentale essere sieronegativi prima di iniziarlo. PrEP e Sicurezza: Effetti Collaterali e Affidabilità Gli effetti collaterali della PrEP sono rari e lievi . Alcuni utenti riportano nausea, febbre o eruzioni cutanee, che in genere scompaiono interrompendo il trattamento . Organizzazioni internazionali come l’OMS , la FDA (Food and Drug Administration) e l’ AEMPS (Agenzia Spagnola per i Medicinali) supportano l’uso della PrEP come strategia efficace per prevenire l’HIV. Dove Richiedere la PrEP? Se sei interessato alla PrEP, puoi contattare noi di Operatori Sanitari nel Mondo per maggiori informazioni: 📧 Email: operatorisnm@hotmail.com🌐 Sito Web: www.operatorisanitarinelmondo.it 📱 WhatsApp: +39 376 150 5611 | +39 0823 129 3001 Non abbassare la guardia: proteggiti e previeni l’HIV con la PrEP!

  • Il ruolo cruciale della pediatria nell’ambulatorio sociale di Castel Volturno

    Pediatria e prevenzione: al cuore dell’ambulatorio sociale di Castel Volturno A Castel Volturno, l’ambulatorio sociale di Operatori Sanitari nel Mondo rappresenta un faro di speranza per tante famiglie che altrimenti non avrebbero accesso a cure mediche adeguate. Con oltre 4.282 visite pediatriche effettuate in soli quattro anni e la distribuzione di più di 9.000 farmaci gratuiti , il lavoro svolto è una testimonianza concreta dell’importanza della prevenzione e dell’assistenza sanitaria. Screening per l’anemia falciforme: diagnosi precoce per un futuro migliore Una delle attività centrali dell’ambulatorio è lo screening gratuito per l’anemia falciforme , una delle malattie genetiche più comuni al mondo, particolarmente diffusa tra le popolazioni di origine africana, indiana, caraibica e mediterranea. Grazie a un semplice test rapido effettuato con una goccia di sangue, è possibile diagnosticare in soli 5 minuti la presenza di emoglobine anomale (S e C). Questo intervento tempestivo consente di avviare cure e programmi di sorveglianza che migliorano significativamente la qualità della vita dei bambini affetti. L’importanza delle visite pediatriche nell’ambulatorio Le visite pediatriche offerte dall’ambulatorio sono un servizio essenziale per i piccoli pazienti e le loro famiglie. Qui, i bambini ricevono diagnosi accurate e trattamenti per problematiche che spesso richiedono interventi urgenti. Tra i supporti forniti gratuitamente ci sono farmaci, macchine per aerosol, latte in polvere, omogeneizzati , pannolini e molti altri beni di prima necessità. Un approccio umano: animazione e supporto ai bambini Per rendere l’esperienza più piacevole, l’ambulatorio offre momenti di animazione durante le visite. I bambini ricevono giocattoli per distrarsi, creando un ambiente accogliente che allevia lo stress delle procedure mediche. Questo approccio empatico e inclusivo aiuta a costruire un rapporto di fiducia tra pazienti, famiglie e operatori sanitari. Un modello di solidarietà per la comunità Il lavoro svolto nell’ambulatorio di Castel Volturno non si limita alla cura dei sintomi. È un esempio di solidarietà concreta che si traduce in un miglioramento della salute pubblica e nella costruzione di un futuro più equo per le comunità più vulnerabili. Attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e l’assistenza gratuita, Operatori Sanitari nel Mondo offre ai bambini e alle loro famiglie una possibilità di speranza.

  • Un Natale di Speranza e Gratitudine: Il nostro Grazie a voi

    Un Natale ancora Insieme per un Futuro Migliore: Le Vite che Abbiamo Salvato Grazie al Vostro Supporto Carissimi amici, È Natale, ed è il momento di fermarsi un istante, guardarsi indietro e rendersi conto del cammino percorso. Questo è stato un anno intenso, colmo di sfide che ci hanno messo alla prova, ma anche di speranze che ci hanno tenuti in piedi. Siamo tornati nella Repubblica Democratica del Congo , in mezzo a una realtà che conosciamo fin troppo bene: la malnutrizione, una piaga che sembra non voler guarire. Non è solo un tema di cui scriviamo, è una battaglia che viviamo ogni giorno, una ferita che ci portiamo dentro. Eppure, oggi non vogliamo parlarvi della sofferenza. No, oggi vogliamo parlarvi della speranza. In quest'anno abbiamo visto il volto della resistenza umana. Abbiamo visto bambini tornare a sorridere, madri ritrovare la forza di lottare, intere famiglie che, grazie al nostro lavoro e al vostro supporto, hanno avuto un’opportunità di rialzarsi. Ogni vita salvata, ogni mano tesa, ogni abbraccio restituito è un faro che illumina il buio e ci ricorda il motivo per cui facciamo quello che facciamo. Non è facile. Questo non è un lavoro che si lascia fuori dalla porta quando la giornata finisce. I volti delle persone che incontriamo restano con noi, scolpiti nelle nostre coscienze. Per quanto possiamo essere preparati, per quanto cerchiamo di essere forti e distaccati, certe storie ci toccano. E forse è giusto così. Perché è proprio questo dolore, questa vulnerabilità, che ci fa capire quanto sia importante il nostro impegno. Ci fa ricordare che dietro le statistiche ci sono persone con un nome, un volto, una dignità da proteggere. Quest'anno, grazie a voi, molte di queste persone hanno trovato un luogo dove sentirsi al sicuro, dove ricevere il giusto supporto, dove ricominciare. Non è solo un lavoro per noi. Questo è ciò che siamo, è ciò che vogliamo continuare a essere: una mano tesa, un cuore aperto, una voce che non si spegne. E tutto questo è possibile solo grazie a voi. Grazie a chi ci sostiene, a chi crede nella nostra missione, a chi ci accompagna con fiducia e con amore. Grazie ai nostri volontari, che mettono ogni giorno il loro cuore, il loro tempo, le loro energie in questa grande avventura. Grazie a chi, anche nel silenzio, fa la differenza. Da tutti noi, di cuore, grazie. Il vostro supporto è il dono più grande che potessimo ricevere. Auguriamo a voi e alle vostre famiglie un Natale di pace e speranza. Che sia un momento per riscoprire ciò che conta davvero: la forza di un gesto d’amore, la bellezza di un sorriso, la gioia di condividere. Con profonda gratitudine, Claudio Scatola Presidente di Operatori Sanitari nel Mondo

  • Epidemia misteriosa nella RDC: decine di vittime e sintomi simili all’influenza

    Nella provincia di Kwango , nel sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo  (RDC), una malattia sconosciuta con sintomi simili all’influenza sta seminando morte e preoccupazione. Secondo le autorità sanitarie locali, tra il 10 e il 25 novembre 2024 si sono registrati tra 67 e 143 decessi, con oltre 300 persone infettate. La situazione, già critica, è aggravata dalla presenza di altre emergenze sanitarie nella regione, come un’epidemia di mpox (vaiolo delle scimmie), che ha causato oltre 1.000 morti. RDC: I sintomi e le vittime Le manifestazioni cliniche di questa malattia includono febbre alta, forti mal di testa, secrezione nasale, difficoltà respiratorie, tosse e anemia. La maggior parte delle vittime sono bambini e adolescenti, con un’età compresa tra i 15 e i 18 anni, il che rende questa epidemia ancora più straziante. Le azioni del governo e dell’OMS Di fronte a questa emergenza sanitaria, il Ministero della Salute della RDC ha inviato una squadra specializzata per fornire cure immediate alla popolazione, raccogliere campioni per le analisi di laboratorio e condurre indagini approfondite sul campo. Anche l’ Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) è stata allertata e sta collaborando con le autorità locali per identificare la natura del patogeno responsabile e definire le misure di contenimento. Le raccomandazioni per la popolazione Le autorità sanitarie locali hanno esortato la popolazione a seguire rigide misure di prevenzione per evitare la diffusione della malattia. Tra le raccomandazioni principali: Evitare il contatto diretto con i corpi dei deceduti : un provvedimento necessario per prevenire ulteriori infezioni. Mantenere elevate norme igieniche , come lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone. Evitare assembramenti  e segnalare tempestivamente alle autorità qualsiasi caso sospetto o decesso insolito. Un contesto sanitario complesso Questa nuova epidemia si inserisce in un quadro sanitario già fragile. La provincia di Kwango è infatti colpita anche da un’epidemia di mpox , con oltre 47.000 casi sospetti e migliaia di decessi, e da altre malattie endemiche che affliggono la regione. Al momento, non ci sono informazioni definitive sull’origine e sull’identità del patogeno responsabile di questa nuova malattia. Le autorità locali e internazionali continuano a monitorare attentamente la situazione, mentre i laboratori analizzano i campioni raccolti nella speranza di identificare presto il virus o batterio responsabile. Una risposta rapida è cruciale per evitare un’ulteriore diffusione della malattia. L'articolo è stato autorizzato dalla redazione di RAW FACTS Fonti: El Paìs New York Post The Times

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