Condanniamo questo grave atto di aggressione contro il popolo venezuelano
- 4 gen
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Napoli 04/01/2026 – L’ONG Operatori Sanitari del Mondo ha espresso oggi una dura condanna per quello che definisce un grave atto di aggressione contro il popolo venezuelano e il sequestro del Presidente legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, denunciando una palese violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale.
«Ci troviamo di fronte a un’azione che calpesta i principi fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e il divieto di ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano», ha dichiarato Claudio Scatola, Presidente e Coordinatore Medico dell’organizzazione.
Secondo l’ONG, le motivazioni ufficiali addotte per giustificare tali azioni risultano prive di riscontri concreti. «Non esistono prove credibili, né decisioni giudiziarie internazionali, che dimostrino un coinvolgimento del Presidente del Venezuela in attività di narcotraffico. Queste accuse appaiono come uno strumento politico di delegittimazione, utilizzato per costruire un pretesto all’intervento e alla destabilizzazione del Paese», ha affermato Scatola.
L’organizzazione sottolinea inoltre come «sia sempre più evidente che alla base di queste operazioni vi siano interessi economici e strategici, in particolare legati al controllo delle risorse energetiche del Venezuela, piuttosto che reali preoccupazioni per la sicurezza internazionale o la democrazia».
Nel comunicato, Operatori Sanitari del Mondo critica apertamente l’approccio unilaterale adottato dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. «Nessun leader mondiale può arrogarsi il diritto di decidere il destino di un altro Paese al di fuori di qualsiasi quadro multilaterale. Questo comportamento mina l’ordine internazionale e apre la strada a nuovi conflitti», ha dichiarato Scatola.
In qualità di organizzazione umanitaria e sanitaria, l’ONG richiama l’attenzione sulle conseguenze dirette per la popolazione civile. «Le prime vittime di queste politiche sono sempre i cittadini comuni: malati, bambini, anziani e persone vulnerabili. Le sanzioni e le azioni coercitive compromettono gravemente il diritto alla salute e all’accesso alle cure», si legge nella nota.
Operatori Sanitari del Mondo ha infine rivolto un appello alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite e alle principali organizzazioni umanitarie affinché «intervengano con urgenza per fermare ogni atto di violenza e promuovere una soluzione basata sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela dei diritti umani».
«La pace, la salute e la dignità di un popolo non possono essere sacrificate per interessi economici. Il Venezuela ha il diritto di decidere liberamente il proprio futuro», ha concluso Scatola.








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