Comunicato Stampa
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Operatori Sanitari del Mondo: curare dove la guerra e la povertà negano la salute
Parla Claudio Scatola, Presidente e Coordinatore Medico di Operatori Sanitari del Mondo
Chi è Operatori Sanitari del Mondo?
«Operatori Sanitari del Mondo è un’organizzazione medico-umanitaria nata per garantire cure sanitarie a chi non ne ha accesso», spiega Claudio Scatola.
«Siamo operatori sanitari, mediatori, volontari, ma soprattutto siamo persone che non riescono a voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza».
L’organizzazione opera in Italia e in diversi Paesi del mondo, con interventi sanitari in Africa e in aree colpite da guerre, crisi umanitarie ed emergenze sanitarie.
L’Italia è ancora una priorità per voi?
«Sì, e lo sarà sempre», afferma Scatola.
«In cinque anni, nel nostro ambulatorio nel sud Italia, abbiamo distribuito circa un milione di farmaci a pazienti e famiglie in difficoltà economica. Anche nel nostro Paese esiste una povertà sanitaria profonda, spesso invisibile».
In quali Paesi operate attualmente?
«Siamo presenti in Nigeria, Burkina Faso, Senegal, Sudan,Tanzania e in modo particolare nella Repubblica Democratica del Congo, dove la guerra in corso sta provocando una crisi umanitaria devastante», spiega il Presidente.
«Solo negli ultimi tre mesi abbiamo fornito a ospedali e ambulatori farmaci e attrezzature sanitarie per un valore di quasi 200.000 euro, permettendo a molte strutture di continuare a curare i pazienti».
Perché il Congo e il Sudan sono così centrali nel vostro lavoro?
«Perché lì la sofferenza è estrema», sottolinea Scatola.
«In Congo e in Sudan la popolazione civile paga il prezzo più alto dei conflitti: ospedali senza risorse, farmaci introvabili, personale sanitario allo stremo».
Proprio in queste ore, dall’Italia è partita una nuova spedizione umanitaria:
oltre 150.000 euro di farmaci e attrezzature sanitarie destinati alla Repubblica Democratica del Congo.
«Ogni spedizione è una corsa contro il tempo. Significa dare una possibilità concreta di sopravvivenza».
Siete impegnati anche in Ucraina?
«Sì», conferma Scatola.
«In Ucraina sosteniamo soprattutto gli ospedali, fornendo medicinali e dispositivi sanitari essenziali per garantire la continuità delle cure in un Paese devastato dalla guerra».
Avete avviato nuovi interventi recentemente?
«Da pochi mesi abbiamo iniziato a fornire farmaci anche al popolo cubano», racconta.
«La crisi sanitaria a Cuba è molto grave e colpisce soprattutto i più fragili. Non potevamo restare indifferenti».
Un’emergenza globale che si aggrava
Negli ultimi mesi, il quadro umanitario internazionale si è ulteriormente aggravato.
«I tagli ai fondi destinati alla cooperazione umanitaria da parte degli Stati Uniti stanno colpendo duramente moltissime organizzazioni», denuncia Scatola.
«A questo si aggiungono gravi blocchi e sequestri di cibo terapeutico destinato ai bambini gravemente malnutriti. Parliamo di alimenti salvavita: senza di essi, migliaia di bambini rischiano di morire».
«Per questo Operatori Sanitari del Mondo ha scelto di concentrare ancora di più i propri sforzi per aiutare quante più persone possibile», aggiunge il Presidente.
«Non possiamo permettere che decisioni politiche o economiche ricadano sui più fragili. Non possiamo lasciare morire dei bambini per mancanza di cure o di cibo terapeutico».
Cosa rappresentano per voi i numeri che comunicate?
«I numeri servono per raccontare l’impatto», conclude Claudio Scatola,
«ma dietro ogni farmaco c’è una persona. Una madre, un bambino, un anziano. Ogni vita ha lo stesso valore, ovunque nasca».
L’appello finale
Claudio Scatola conclude con un appello diretto:
«Tutto questo lavoro è possibile solo grazie al sostegno di chi crede che la salute sia un diritto universale.
Oggi chiediamo supporto e aiuti economici per continuare a portare cure, farmaci, attrezzature sanitarie e cibo terapeutico a popolazioni stremate dalla guerra, dalla povertà e dalla fame».
«Dal Congo al Sudan, dall’Ucraina a Cuba, fino alle famiglie in difficoltà in Italia, ci sono persone che contano su di noi.
Da soli non possiamo farcela, ma insieme possiamo continuare a esserci, dove nessun altro arriva».
Operatori Sanitari del Mondo continuerà a operare con un solo principio guida:
la salute non è un privilegio, ma un diritto di tutti.








Commenti