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Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale, soprattutto nelle province di Ituri e Nord Kivu.

  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Molti abitanti spiegano che oltre al virus devono affrontare anche la disinformazione: alcune persone non credono nemmeno che l’Ebola esista e ignorano le misure di sicurezza.

Attualmente, sono stati identificati circa 900 casi con almeno 200 morti collegati all’epidemia. Il virus, inizialmente diffuso in zone rurali, è arrivato anche nelle città di Bunia e Goma.

Cinque casi confermati anche nella vicina Uganda.

La situazione è peggiorata da tensioni sociali e violenze: parenti di una vittima hanno cercato di portare via il corpo dall’ospedale e dei manifestanti hanno incendiato parte di un centro di cura. Le autorità hanno quindi vietato grandi assembramenti e veglie funebri, perché i funerali tradizionali possono diffondere rapidamente il virus.

Gli operatori sanitari spiegano che la risposta è molto difficile a causa della povertà, dei conflitti armati, degli sfollati e della mancanza di risorse mediche. Inoltre, il ceppo attuale del virus non ha ancora un vaccino o una cura approvati.

OSNM temono anche che la popolazione smetta di andare negli ospedali per paura del contagio, aumentando così i rischi di morte per altre malattie come malaria e morbillo.

Insistiamo sulla prevenzione: evitare contatti fisici inutili, non toccare persone malate o animali morti e seguire le norme igieniche per fermare la diffusione dell’Ebola.


 
 
 

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