Mentre qui si parla di “invasioni”, altrove si lotta per bere
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Io parto per curare.....
Per #responsabilità.
Perché la #politica della paura sta facendo danni enormi.
Sta dividendo..
Sta disumanizzando...
Sta trasformando persone in numeri e numeri in nemici.
Chi soffia sull’odio non difende la sicurezza. La compromette.
Chi costruisce consenso sulla pelle dei più #vulnerabili sta barattando il futuro per qualche voto in più.
I #migranti non sono un’emergenza.
L’emergenza è l’egoismo travestito da #patriottismo.
Nessuno attraversa il deserto per “approfittarsene”.
Nessuno sale su un #barcone per sport.
Si parte quando restare significa #guerra, #fame, #dittatura, collasso climatico.
E molte di quelle crisi hanno radici anche nelle nostre scelte economiche, nei nostri consumi, nei nostri equilibri geopolitici.
Fingere che non ci riguardi è comodo.
Ma è falso!!!!
I muri non fermano la storia...
Non fermano il clima...
Non fermano le pandemie.
Non fermano la disperazione.
Servono solo a dare l’illusione di controllo a chi ha paura di affrontare problemi complessi.
La verità è questa:
una società che discrimina si corrode dall’interno.
Una società che esclude si impoverisce.
Una società che normalizza il r#azzismo perde la propria #dignità.
Aiutare non è debolezza. È forza civile.
Cooperare non è buonismo. È intelligenza strategica.
Investire nello sviluppo è l’unico modo serio per ridurre le migrazioni forzate.
Sto partendo perché non voglio restare a guardare.
Perché credo che l’umanità venga prima dei confini.
Perché rifiuto l’idea che la paura debba guidare le nostre scelte.
Abbiamo una scelta:
continuare a costruire muri e nemici immaginari,
oppure costruire ponti e soluzioni reali.
Io scelgo di andare.....
Io scelgo di curare..
Io scelgo di NON stare dalla parte del #razzismo, nemmeno quando è mascherato da “buonsenso”.
Perché nessuno si salva da solo.
E chi dimentica l’umanità, prima o poi perde anche la propria.





Commenti