L’obiettivo iniziale era osservare, documentare ma poi....
- 25 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Itipo, Provincia dell’#Equatore
Repubblica Democratica del #Congo
Qui, dove le temperature superano i 40 gradi, l’emergenza #sanitaria è costante.
Non ci sono pause. Non ci sono alternative..
#Bambini, #donne e #anziani risultano positivi a #malaria, #salmonella, #tripanosomiasi (malattia del sonno).
La #malnutrizione diffusa rende ogni patologia più aggressiva.
E in questo contesto fragile si sta sviluppando anche una grave #epidemia di #tubercolosi.
In questa zona non c’è nulla:
mancano #farmaci,
mancano attrezzature #sanitarie,
mancano strutture adeguate.
Il nostro team si trovava a #Itipo per una missione di raccolta dati scientifici, guidata dalla nostra biologa Therese Redaelli
L’obiettivo iniziale era osservare, documentare, comprendere.
Ma davanti a una sofferenza così profonda, non è stato possibile fermarsi all’osservazione.
Le richieste di aiuto erano immediate.
Le condizioni delle persone, critiche.
Così, insieme a Theresė, abbiamo fatto l’unica cosa possibile:
abbiamo iniziato a curare, anche senza farmaci, anche senza strumenti, con ciò che avevamo e con ciò che siamo.
Questo è il significato più autentico del lavoro degli #OperatoriSanitarinelMondo
essere presenti dove c’è bisogno, anche quando i luoghi sono dimenticati,
anche quando non ci sono risorse,
anche quando il confine tra ricerca e intervento umanitario scompare.
Da oggi, Itipo non è più solo un luogo di studio.
È una priorità umanitaria.
La nostra #ONG si impegna a:
attivarsi per l’invio di farmaci essenziali
organizzare squadre sanitarie dedicate
costruire un intervento strutturato per garantire cura, prevenzione e dignità
Non promettiamo soluzioni immediate.
Promettiamo presenza, impegno e continuità.
Perché nessun luogo dovrebbe essere invisibile.
E nessuna vita dovrebbe essere lasciata sola.








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