RDC "KIVU" Sistema sanitario a collasso
- 13 mag
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Sud Kivu, sistema sanitario al collasso: a rischio migliaia di bambini malnutriti
La crisi umanitaria nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo continua ad aggravarsi. Nella provincia del Sud Kivu, l’accesso alle cure mediche e agli aiuti nutrizionali è sempre più difficile a causa dell’insicurezza, della carenza di fondi internazionali e delle enormi difficoltà logistiche che colpiscono il territorio.
A lanciare l’allarme è Operatori Sanitari nel Mondo, organizzazione impegnata da anni nel supporto sanitario alle popolazioni più vulnerabili della regione. Secondo l’Ong, la situazione sta diventando drammatica soprattutto per i bambini affetti da malnutrizione acuta, che rischiano di non ricevere più cure e alimenti terapeutici salvavita.
Emergenza malnutrizione infantile
Negli ultimi mesi, la riduzione dei finanziamenti destinati ai programmi sanitari e nutrizionali ha provocato pesanti conseguenze nei centri di assistenza del Sud Kivu. Le strutture sanitarie faticano a garantire medicinali essenziali, vaccini e alimenti terapeutici per i bambini malnutriti.
Il problema principale riguarda il trasporto degli aiuti umanitari. In molte aree rurali le strade sono impraticabili o considerate insicure a causa dei continui scontri armati. Questo rende estremamente difficile raggiungere i villaggi più isolati con cibo, farmaci e materiale medico.
“Stiamo vivendo enormi difficoltà operative”, spiega Claudio Scatola e Michael Shemitere di Operatori Sanitari nel Mondo. “
Senza finanziamenti adeguati diventa impossibile trasportare gli aiuti e garantire continuità ai programmi nutrizionali. Il rischio concreto è che molti bambini possano morire semplicemente perché non riescono a ricevere cibo terapeutico in tempo”.
Ospedali sovraffollati e mancanza di cure
Nelle principali strutture sanitarie della provincia, sopratutto nell'Ospedale Philadelfia di Bukavu il numero di pazienti continua ad aumentare mentre diminuiscono le risorse disponibili. Gli ospedali lavorano oltre le proprie capacità, con reparti maternità e pediatrici sovraffollati e personale insufficiente.
A soffrire maggiormente sono donne incinte, neonati e bambini piccoli. In molte zone le famiglie non riescono più a sostenere i costi delle cure mediche e rinunciano a recarsi negli ospedali. Alcuni bambini arrivano nei centri sanitari in condizioni gravissime dopo giorni di viaggio.
Anche le campagne vaccinali stanno subendo forti rallentamenti. La carenza di medicinali e le difficoltà nei trasporti stanno compromettendo la risposta alle epidemie di morbillo e colera che colpiscono diverse aree del Sud Kivu.
Il peso della crisi economica e dei tagli internazionali
Secondo Operatori Sanitari nel Mondo, il progressivo ritiro di partner italiani e la sospensione di diversi programmi di sostegno sanitario stanno mettendo in ginocchio il sistema sanitario locale.
Molti centri di salute non ricevono più forniture regolari di medicinali né supporto economico per il personale. In alcune strutture mancano persino carburante e mezzi per il trasporto delle emergenze mediche e degli aiuti alimentari.
La combinazione tra conflitto, povertà estrema e riduzione dei fondi umanitari rischia ora di trasformarsi in una vera catastrofe sanitaria.
L’appello di Operatori Sanitari nel Mondo
Di fronte al peggioramento della situazione, Operatori Sanitari nel Mondo chiede un intervento urgente della comunità internazionale per garantire nuovi finanziamenti ai programmi sanitari e nutrizionali nel Sud Kivu.
L’organizzazione sottolinea che senza un sostegno immediato sarà impossibile assicurare cure mediche, alimenti terapeutici e assistenza ai bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno vediamo famiglie che non hanno nulla da mangiare e bambini che arrivano troppo tardi nei nostri centri”, spiegano gli operatori sul campo. “Senza aiuti concreti il numero delle vittime continuerà ad aumentare”.





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